Ristorazione
La filosofia dello chef
La mia filosofia gastronomica è un concetto filosofico applicato, si può dire filosofico applicato perché per me la cucina è un segno di vita, uno stile, è un modo di star bene, di far stare bene gli altri, di divulgare salute e benessere. Il benessere viene anche dalla semplicità, da quello che è la nostra tradizione di un tempo, che in qualche modo si sta perdendo e si fa un gran parlare per recuperarla. Credo che questo recupero possa avvenire a piccoli passi, lentamente, perché prodotti nel territorio ce ne sono veramente pochi, pochi produttori, e anche perché non c'è un grande incentivo verso coloro i quali vogliono ritornare alla campagna per produrre un certo tipo di materia prima.

Ricordo quando da bambino la mia mamma cucinava non più di cinque-sei piatti, ma devo dire che erano piatti sostanziosi, profumati, e nel tempo crescendo e confrontandomi con le cucine del mondo, con la vita, con la tavola di tutti i giorni, ho avuto modo di misurarmi a 360 gradi con che cosa potevano essere i sapori. Non mi piacciono le eccessive alchimie, che oggi si utilizzano tanto, e  rimango convinto del mio progetto che definisco cucina piramidale, piramidale perché è una cosa che tu la guardi ed è la semplicità assoluta, cercando dentro questa piramide di sprigionare tutti i profumi, gli ingredienti e i colori che sono presenti nei piatti.

Posso aggiungere che per conoscere un cuoco non basta solamente andarci a mangiare una volta o due volte, bisogna anche conoscere l'uomo che c'è dietro i fornelli, il pensiero è come arriva alla conclusione. L'idea di un piatto può arrivare da una passeggiata al mercato dove vedi una seppia col suo nero, o dal macellaio e magari vedi un agnello da latte straordinario, quindi da lì costruisci il piatto, anche se ci sono già mille ricette pronte fatte da tantissima gente, quindi pensi che si sia già fatto di tutto e di più, però ogni volta è sempre una sensazione nuova.
I piatti nascono a volte senza un apparente motivo, può essere un fatto quasi istintivo, senza razionalità. Io sono un passionale, per cui vivo le cose e le amo esattamente così come arrivano e come se ne vanno, quindi è veramente difficile poter definire qual è il mio piatto, qual è quello che a me ad esempio piacerebbe di più fare, perché penso che sono tutti figli di un progetto, figli di una istintività, pieno d'amore e colori solari, in giallo in particolare, che per me rappresenta l’energia della vita, per mantenere senza alterarli i naturali profumi.
Ristorante Al Fogher di Treno Angelo & C. Sas
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